|
I
love Alice
E’ strano come spesso il nome
proprio, per magici motivi
misteriosi, condizioni in modo
determinante la personalità
dell’individuo.
Alejandro Jodorowsky per
esempio, nei suoi studi
sull’importanza dell’albero
genealogico, evidenzia il fatto
che in una famiglia, quando i
genitori scelgono per il proprio
figlio il nome di uno dei propri
genitori o di qualche altro
familiare, il bambino e il
futuro adulto tenderà a ripetere
inconsciamente le vicende del
consanguineo omonimo, come se
nel trasmettere il nome si
trasmetta anche il destino
connesso a quel nome.
Dell’importanza del nome mi sono
reso conto io stesso quando nel
2000 decisi di cambiare il mio
nome anagrafico con un nome
nuovo che designasse meglio il
mio io autentico, per scampare
dall’influenza famigliare e
segnare una sorta di rinascita
simbolica.
Nel caso di Alice Attanasio e
Aliceandthecat (Alice Terraneo)
ho constatato che il nome oltre
a poter essere complice
dell’assorbimento involontario
di un fato più o meno favorevole
determinato dalle generazioni
precedenti, può anche
determinare parte della
personalità su modello di un
personaggio dell’immaginario
collettivo.
Sia Alice Attanasio che
Aliceandthecat sembrano uscite
dai celebri racconti “Alice nel
paese delle meraviglie” e “Alice
oltre lo specchio” di Lewis
Carrol, sia per la loro
personalità (il loro aspetto
esteriore e il loro
atteggiamento) che per il loro
lavoro artistico.
Nei lavori di entrambe vediamo
comparire giovani figure
femminili dallo sguardo
ammiccante, in bilico tra
l’innocenza infantile e la
volontà ferrea di chi si impone
mantenendo comunque una grande
dose di dolcezza.
E la dolcezza è la forza
creativa senza violenza, quindi
il tipo di forza più auspicabile
e forse il più efficace in una
società civile che tende
all’armonia.
Gli oli su tela di Alice
Attanasio nascono dalle
fantasticherie dell’artista,
sono rappresentazioni di un
mondo onirico dove la realtà
quotidiana e la realtà
fantastica (si tratta di realtà
comunque) si compenetrano, come
può capitare a tutti in
particolari momenti di
rilassamento o nei sogni lucidi
, dove la volontà lucida
interviene nel sogno che così
può venir pilotato dal
dormiente.
La realtà onirica che compare in
questi lavori è espressione di
armonia e accettazione,
nonostante spesso compaiano
elementi di pericolo, che però
risultano neutralizzati della
loro carica negativa, in virtù
dell’accettazione.
Infatti l’accettazione della
realtà contingente come della
realtà onirica (che sono l’una
lo specchio dell’altra, appunto
lo specchio di Alice…) può
produrre solo energia positiva.
Ecco quindi l’aspetto fiabesco
dei lavori di Alice, che quindi
possono assumere un valore
terapeutico proprio come le
fiabe.
Aliceandthecat è una di quegli
artisti che oggi scelgono la
tecnica digitale quale mezzo
espressivo, al pari della
pittura, ma senza
necessariamente voler ottenere
un effetto pittorico.
Infatti le opere di
Aliceandthecat mantengono un
aspetto bidimensionale tipico
del linguaggio digitale più
elementare.
Le immagini risultano
iperbarocche e traboccanti di
particolari, sono opere
all’insegna del puro piacere
visivo.
Qui la giovane artista si pone
in linea con la tendenza di
molti dei più interessanti
artisti della nuova generazione,
che non vogliono più rinunciare
all’immagine piacevole,
immediatamente appagante a
livello sensibile, magari anche
priva di concettualità “pesanti”
(anzi la concettualità di queste
opere è priprio nella loro
stupefacente superficialità).
Ed ecco che i lavori di Alice
sono all’insegna della
leggerezza e anche di una certa
superficialità piacevole,
prelevata senza rimorsi dal
mondo della pubblicità e della
moda.
Le ragazze superflat ritratte da
Aliceandthecat vivono in una
specie di mondo parallelo, una
realtà dove tutto è luccicante e
colorato, dove le ombre sono
annullate.
Alice e Alice mi sembrano
avvolte da una protezione che le
separa dal mondo, è come se
fossero tornate da un viaggio
oltre lo specchio, per dirci che
ciò che ci sembra reale è
illusorio, è solo una frazione
dell’infinito e misterioso
ologramma che è l’esistenza.
Siva |