arte contemporanea

 

Silvia Negrini

 

Senza titolo

 

100 x 100 cm,

carta adesiva, trasferibili, china su carta millimetrata, 2007

Senza titolo

particolari

 

100 x 100 cm,

carta adesiva, trasferibili, china su carta millimetrata, 2007

 

SILVIA NEGRINI

 

Nata il 4 gennaio 1982 a Sondrio

 

           

Diplomata all’accademia di bella arti di Brera, Milano, nel 2007

 

Espozioni, concorsi:

 

- Premio  Pellizza da Volpedo, organizzato da accademia di belle arti di Brera, 2003

 

- Collettiva Fare arte organizzata dalla regione toscana, Pontremoli, 2004

 

- Collettiva Otip-So organizzata dalla provincia di Sondrio, Morbegno, 2005

 

- Collettiva Salon I organizzata dall’accademia di bella arti di Brera, Milano, 2005

 

- Collettiva, Progetto goccia, galleria Cappelletti, Milano per Rotary club, Milano, 2005

 

- Installazione- performance presso il gruppo La Rinascente di piazza Duomo e COIN di piazza

  Cinque giornate, Milano, 2005

 

- Collettiva per il centenario della CGIL, presso Palazzo Tè a Mantova, 2006

 

- Collaborazione per il ventennio di Surcanape, The save date, fondazione Rossini,  presso Briosco

 

- Collettiva  Festival delle arti, in collaborazione con Meltin box, street art milanese, a Palazzo

  Sassi, Sondrio, 2007

 

- Collettiva Evento Musae, presso fidenza, 2007

 

 

Pac-Man non ha velleità di imitazione. Non replica.

Ma ingurgita, metabolizza e defeca sinapsi.

Pac-Man. Animale famelico.

 

Ciò che cerco di far emergere dalla mia ricerca è una dimensione di gioco rafforzata e allo stesso tempo fortemente indebolita. Minando alla base i presupposti teorici del gioco con il tentativo di procedere per sottrazione voglio lasciare emergere il nucleo fondante della dimensione ludica dell’esistenza, troppo spesso sottovalutata e bistrattata.

 

Se è vero che gioco e nevrosi camminano a braccetto, lavorando alla replica modulare e ossessiva delle componenti che formano le mie opere questo risvolto emerge in modo preponderante. Sostanzialmente per far affiorare un potenziale osservatorio delle dinamiche isteriche che scaturiscono dall’atto del giocare.

Il senso della decostruzione della realtà mi si è parato davanti lungo il percorso che mi ha portato alla concretizzazione del mio immaginario. Masticandone il concetto e le dinamiche che ne regolano il funzionamento, la declinazione del gioco come veicolo di disgregazione e alcova di micro-meccanismi che condensano le sovrastrutture schizoidi che regolano i nostri giorni, cerco di rivalutare il senso della norma come nucleo fondante del processo creativo.

Procedendo all’implementazione di alcuni dei miei elaborati, fondati sulla reiterazione di moduli, come artefice posso affermare di aver trovato nelle norme una stabilità e una coerenza che raramente riesco ad afferrare.

Il flusso di pensiero mi ha così condotta alla tranquilla percezione della struttura di alcuni videogiochi come Pac Man, essere digitale primordiale, che come un cannibale digitale, avanzando, fagocita la realtà metabolizzandone l’essenza. Allo stesso modo, procedo alla concretizzazione di certi frangenti di archeologia digitale con un approccio prettamente analogico.

 

Le mie opere come spazi di riflessione e concretizzazione del pensiero.

 

 

 

Senza titolo

 

100 x 100 cm,

carta adesiva, trasferibili, china su carta millimetrata, 2007